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April Tinsley: l’omicidio risolto dopo 30 anni grazie al DNA
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L’omicidio di April Tinsley: il killer sfidò la polizia per anni, poi il DNA lo tradì dopo 30 anni

Operatori forensi presenti sulla scena del crimine

April Tinsley aveva otto anni quando fu rapita e uccisa in Indiana nel 1988. Il killer John D. Miller fu identificato trent’anni dopo grazie alla genealogia genetica.

Il 1° aprile 1988, Venerdì Santo, April Marie Tinsley, otto anni, scomparve mentre camminava nel suo quartiere di Fort Wayne, Indiana. Le ricerche non riuscirono a trovarla viva. Il 4 aprile, un uomo che faceva jogging scoprì il corpo della bambina in un fossato nella zona rurale di Spencerville.

Gli accertamenti stabilirono che April aveva subito violenza sessuale ed era stata strangolata. Per i successivi trent’anni, il suo assassino rimase senza nome.

scientifica prove foto
scientifica prove foto – newsmondo.it

April Tinsley: il killer comincia a sfidare gli investigatori

Nel 1990, su un fienile vicino alla zona del ritrovamento comparve un messaggio nel quale qualcuno affermava di avere ucciso April e minacciava di colpire ancora. All’epoca non era possibile stabilire se fosse davvero l’assassino. Una prova molto più importante arrivò nel 2004, quando furono lasciati nei dintorni di Fort Wayne diversi messaggi minacciosi rivolti a bambine, insieme a fotografie e preservativi usati. L’autore dichiarava esplicitamente di essere l’uomo che aveva rapito e ucciso April.

Questa volta il responsabile commise un errore decisivo: dai preservativi fu ricavato un profilo genetico compatibile con il DNA trovato sugli indumenti di April nel 1988. Gli investigatori sapevano quindi che i messaggi non erano opera di un semplice mitomane. Avevano il DNA dell’assassino, ma nessun nome a cui associarlo. Il profilo non produceva infatti una corrispondenza utile nei normali database criminali.

La genealogia genetica trova John D. Miller

La svolta arrivò nel 2018. Il DNA venne sottoposto a tecniche di genealogia genetica, confrontandolo con informazioni provenienti da database genealogici. La genealogista CeCe Moore riuscì a restringere la ricerca a due fratelli. Uno era John D. Miller, 59 anni, residente proprio a Grabill, non lontano dai luoghi del caso. La polizia recuperò dalla sua spazzatura alcuni preservativi usati: il DNA risultò compatibile con quello del delitto e con quello lasciato insieme ai messaggi del 2004.

Il 15 luglio 2018, gli investigatori raggiunsero Miller. Quando gli domandarono se sapesse perché volessero parlargli, rispose semplicemente: «April Tinsley». Durante l’interrogatorio confessò di avere rapito la bambina, di averla aggredita sessualmente e di averla strangolata per impedirle di denunciarlo, abbandonandone successivamente il corpo.

Nel dicembre 2018, Miller si dichiarò colpevole di omicidio e abuso sessuale su minore. Ricevette complessivamente 80 anni di carcere: 50 per l’omicidio e 30 per l’altro reato. Il cold case che aveva tormentato Fort Wayne per tre decenni era finalmente risolto grazie alla stessa traccia biologica che il killer aveva lasciato nel 1988 e, incredibilmente, aveva fornito nuovamente durante le sue provocazioni del 2004.

John D. Miller è morto il 4 settembre 2025, a 66 anni, mentre stava scontando la pena. L’Indiana Department of Correction confermò che era deceduto in un ospedale di Indianapolis. La vicenda di April Tinsley resta uno degli esempi più significativi di come la genealogia genetica possa risolvere un omicidio rimasto senza colpevole per decenni.

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ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2026 10:49

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